lunedì 12 maggio 2008

Parole parole

Torno a scrivere dopo un mesetto.....
Ogni giorno aprivo questa pagina ma.... ma mi ritrovavo ad avere la testa piena di pensieri che non riuscivo a trasformare in parole da scrivere.....
Stanotte, poi, è avvenuto qualcosa di nuovo, almeno per me.
Per la prima volta nella mia vita, forse, ho fatto quello che ho sempre sognato, ho sempre progettato di fare.
Ho aperto una pagina di word ed ho iniziato a scrivere. Così. Di getto. Come se stessi scrivendo, ancora una volta, nella mia mente.
E le parole uscivano rapidamente, o almeno a me così sembrava.
Ho scritto quello che avevo dentro, senza cercare rime, senza cercare di abbellire la forma.
Mi sono lasciato trasportare dalle emozioni che avevo dentro, e che la musica di Ludovico Einaudi andava man mano amplificando.
E' stato fantastico, di quelle emozioni mai provate prima, meglio di un bacio, di un abbraccio.
E' stato come se il mondo si fosse fermato per un istante, permettendomi di chiudere le emozioni dentro me stesso per poi farle uscir fuori in un modo quasi violento ed improvviso, inaspettato, e, forse, proprio per questo, ancora più intenso.
E' affascinante permettere alle emozioni di farsi largo tra le proprie remore mentali di sentirsi ridicolo e prendere corpo su un foglio di carta, anche se virtuale.
Lo so. E' stupido. Ma è più facile nascondersi dietro un dito che mostrarsi per quello che si è davvero.
Ed è ancora più stupido quando si cerca di nascondere queste emozioni anche di fronte a se stessi. Facendoci diventare falsi anche nell'io più profondo che abbiamo.
Queste emozioni che, forse, proprio per questo teniamo dentro, timorosi di mostrare prima di tutto a noi stessi quello che abbiamo dentro, quello che siamo realmente.
Stanotte, forse per la prima volta nella mia vita, l'ho fatto. Ho tirato fuori quello che sentivo. Ora mi sento meglio.

mercoledì 16 aprile 2008

...e se domani...

Le ultime elezioni politiche hanno lasciato il segno sugli italiani....
Su chi ha perso, perchè la sconfitta lascia sempre il segno, banalmente...
Su chi ha vinto, altrettanto, perchè, forse, nemmeno il Cavaliere si aspettava un risultato così netto.
Ed ora?
Francamente, la cosa più bella sarebbe vedere un'Italia che davvero riesca ad essere cambiata. A prescindere, infatti, dalla condivisione popolare o meno delle soluzioni che il Governo Berlusconi-quater proporrà, sarebbero davvero necessarie tante modifiche.
La speranza più grande, accanto a questa, è quella di una moderazione dei toni. In questa campagna elettorale, i due principali candidati sono stati chiamati con i soprannomi più strani, che spesso andavano al di là della semplice satira. Ciò che è peggio è che tali epiteti, utilizzati dai candidati stessi al Parlamento, sono trasfusi a tal punto nel linguaggio comune che non si vota più per un ideale, o per un programma di Governo, che si ritenga migliore rispetto a quelli presentati dagli altri, ma "pro" o "contro" qualcuno (Berlusconi, la Lega, Veltroni, Prodi, "i comunisti", "i fascisti", "i democristiani", "la Chiesa"...).
Anche le televisioni (tutte: pubbliche, private, nazionali e locali) hanno contribuito a tale clima.
La mia paura? Che di questo passi si continui a marciare verso il continuo scadimento degli ideali e delle idee propositive, sempre più soppiantati dalla simpatia o antipatia verso il candidato di turno.
Ultime parole sulla Lega. Ieri sera un commentatore spagnolo, sulla TVE1 ha detto che, cito a memoria, la Lega ha saputo più degli altri raccogliere il sentimento popolare di contrarietà ad un modus operandi invalso nel nostro Parlamento e che è sfociato in Tangentopoli. Mi sembrano cose perfettamente condivisibili. Umberto Bossi, uomo dotato di grande carisma, si è circondato di validissimi collaboratori che hanno soppiantato l'idea di politica dei "potenti", sapendo essere vicini alla gente. E l'esito elettorale delle ultime consultazioni, che piaccia o meno, ne è il premio meritato (e lo affermo da uomo meridionale, che vive e lavora al sud).
Bene farebbero i partiti (tutti) a prendere esempio... la Costituzione dice che "la sovranità spetta al popolo", e non a chi preme i bottoni in qualche lussuosa sala romana...

giovedì 24 gennaio 2008

Lentamente muore...

Ormai sono quasi passati due mesi da quando è nato questo blog e, come sempre, il primo passo è quello più difficile...
Non è semplice, infatti, iniziare a scrivere senza scendere nel banale, partendo col dire "sono arrivato, sono nuovo, bello e divertente, completamente diverso da chi mi ha preceduto...". Proprio per questo preferisco iniziare con parole non mie, ma di un grande poeta del quale mi sono innamorato grazie al grande Massimo Troisi.
Allora, che dire??? A presto!!!


Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti. Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi e' infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
P. Neruda